"Polveri d'argento"
Stefano Drakul Canepa
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seta la luna
sulle foglie d'argento
trema nel vento
Ora mi domando se la luna tremi
nelle notti di tramontana e nebbia
quando il buio copre l'orizzonte
e la valle nasconde una carezza
Fra le luci sbocciate nei clamori
di passaggio alle prime solitudini,
giuramenti accennati alla rinfusa
proprio dove nasce fiume e sabbia
Niente torba sui rami alla deriva
dove il bosco è ferito al cuore
da una mano impietosa di cobalto
che ha ucciso le foglie e le speranze
Ora esito le parole fino all'alba,
non c'è voce per fugare una dimora
se nel vento ha lasciato ali di fata
e le polveri d'argento alle radure
Niente pace fra le spine di diamante,
rovi accesi fatti per graffiare pelle
oltre le ortiche nate sulle strade
la rovina sparsa del maestrale
Niente tenebra profonda d'oltremare
se la terra ha il silenzio di una tomba,
fino al lago che trasuda
una traccia di veleno.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Nino Vicidomini27 dicembre 2012
Permettimi d'inchinarmi al poeta che c'è in Te. Bravo, Veramente

