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Introspezione 31 dicembre 2012 · lettura 2 min · 2027 letture

Mi chiederanno di Godot

Gianluca Regondi 383 poesie pubblicate
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Indefiniti affabulatori del nulla hanno per mano rami d’ulivo nell’idea di una pace blaterata nel loro vocìo chiuso e stantìo L’attesa di un tovagliolo ha più poesia di ogni altro passo e gl’ultimi versi d’un gemito rimangono confusi nei fiori che suggeriscono timidezza in quest’accorata speranza d’un cielo forse non più ammalato forse non più negato ... E braccia di sguardi appesi a questo nulla di versi che vorrebbero altre rime dicendomi della vita che non è. Mi chiederanno di Godot dei ciliegi in fiore delle api al risveglio del loro volo affamato di quelle mani giunte in una preghiera di un silenzio buono solo per sperare in quei fantasmi creduti sconfitti. Ma l’attesa che parte è un viaggio ripetuto nei freddi binari della fuga gl’accolorati rami di una nuova primavera nonostante tutto hanno la loro poesia ripetuta in silenzio e lei cerca solo di sfiancare i discorsi indifferenti degli uomini muti, o le ringhiere arrugginite sui balconi del precipizio fatto di cortili e polvere. Mi chiederanno di Godot delle sue nenie recitate di questo nulla intuito.
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L'autore
Gianluca Regondi

Gianluca Regondi è nato a Milano il 16/9/1959, da poco più di due anni ha trovato "il coraggio delle parole". Anche se scrive da sempre. Associa alle sue opere anche le sue fotografie (l’altra vera passione sempre tenuta sopita) PUBBLICAZIONI - "Giorni di panna: il Viaggio" - Rupe Mutevole Edizioni (2010) - "Ind

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