Mi chiederanno di Godot
Gianluca Regondi
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Indefiniti affabulatori del nulla
hanno per mano rami d’ulivo
nell’idea di una pace blaterata
nel loro vocìo chiuso e stantìo
L’attesa di un tovagliolo
ha più poesia di ogni altro passo
e gl’ultimi versi d’un gemito
rimangono confusi nei fiori
che suggeriscono timidezza
in quest’accorata speranza
d’un cielo forse non più ammalato
forse non più negato ...
E braccia di sguardi appesi
a questo nulla di versi
che vorrebbero altre rime
dicendomi della vita che non è.
Mi chiederanno di Godot
dei ciliegi in fiore
delle api al risveglio
del loro volo affamato
di quelle mani giunte
in una preghiera
di un silenzio buono
solo per sperare
in quei fantasmi
creduti sconfitti.
Ma l’attesa che parte
è un viaggio ripetuto
nei freddi binari della fuga
gl’accolorati rami
di una nuova primavera
nonostante tutto
hanno la loro poesia
ripetuta in silenzio
e lei cerca solo di sfiancare
i discorsi indifferenti
degli uomini muti,
o le ringhiere arrugginite
sui balconi del precipizio
fatto di cortili e polvere.
Mi chiederanno di Godot
delle sue nenie recitate
di questo nulla intuito.
©
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L'autore
Gianluca Regondi
Gianluca Regondi è nato a Milano il 16/9/1959, da poco più di due anni ha trovato "il coraggio delle parole". Anche se scrive da sempre. Associa alle sue opere anche le sue fotografie (l’altra vera passione sempre tenuta sopita) PUBBLICAZIONI - "Giorni di panna: il Viaggio" - Rupe Mutevole Edizioni (2010) - "Ind
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