"Minas Tirith"
Stefano Drakul Canepa
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bianca la pietra
scavata alla memoria
d'antiche trame
Scaverò la pietra fino al sole,
ombre di percossa bianca
che rodono la vita al cuore
e le mura saran celato anelito
che cinge il pericolo alato,
l'ombra che giunge al cielo
dentro un coro di maledizione.
Non le spade a far da breccia
Ma la nuda roccia sgretolata
da un velo d'antiche tracce
le membra dei guerrieri morti
insepolti lungo il fiume Anduin
Croci a far da cornice al giorno,
rive di quercia abbandonata,
nera fra i legni in solitudine
di giuramenti inpronunciati
Tramerò le rune fino a notte,
nel terzo giorno la luna cadrà
di nube e danza di ricordo,
ripida vergogna di tradimento
Non i corni a far da segno,
il soffio dei sette piani alla deriva,
nuda la breccia sulle mie catene,
spire di gelo ai campi oscuri
Seme di Nimloth sbocciato
a cenere forgiata dalla brezza
di mille respiri carichi di seta.
Ricordo d'antica, scura peste
respiro di veleno alla memoria.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
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