Di me
Maurizio Melandri
424 poesie pubblicate
+ Segui

Che resterà di me ...
anche questa tempesta
albeggia negli ultimi lampi
del temporale
lasciando risacca di vento
alle spalle
nella mente
germogli e bisbigli confusi
Ho contratto alla nascita
il virus incurabile
del sognatore impenitente
e vivo condannato all'espiazione
da un destino immaginario
che come vampiro
si nutre del mio sangue
Pensieri e demoni rauchi
mi succhiano l'anima
ululando a ridosso
d'ogni mia fragile luna
Ma io ho cuore infinito
seppure esiliato
dentro un costato trafitto
da cento lame
e non ho ancora smesso di ridere
con le mie lacrime .
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Giacomo Scimonelli6 gennaio 2013
''...e non ho ancora smesso di ridere con le mie lacrime'' solo queste parole potrebbero definirsi già una poesia... intensità e profondità di un animo sensibile... un animo che riesce ad ascoltare il proprio io, le proprie malinconie, tutti tormenti le le paure... versi di Poesia che trafiggono il mio cuore che lacrima dinanzi un'introspezione così sentita ...

