"La luce non è amore"
Stefano Drakul Canepa
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lacrime nere
nuvole fra le ciglia
di mare greve
Trema una vendetta alla seta della luna,
la luce è fioca, è poca cosa, è filo argento
che sbava labbra e taglia l'aria di pianura.
Rendimi le gocce che non ho voluto piangere
Se poi sboccia una mattina inutile e la rabbia
è solo un primo sole aperto per tradire,
pronuncerò discordie distratte alla memoria
di tutte quelle nuvole soffiate dal maestrale
Esita una vampa di gesto nella nebbia,
parola che rimane incisa sulle guance
di fuoco e di dolore, la luce non è amore
se resta come sale quando è passato il mare
Se poi gela un sapore di lembo e di metallo,
resa di carezza andata a male fra le vene
non scorrerà mai sangue a cogliere ricordi,
né ingordi sogni già svaniti al ritmo dei rimorsi
Rendimi le lacrime che non ho saputo amare.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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EnzoL2 gennaio 2013
una impressione che colpisce l'eleganza del verso ti contradistingue, di alto livello alcuni passaggi significativi, personalmente mi piace molto la 3 e 4 strofa ma bella tutta

