Lacrime di cielo
Paola Galli
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Martellante e perfida
ulula la pioggia
sfidando gli usci
umiliando le imposte,
ne annuso l’odore
ne sento le vibrazioni
concertando il ticchettio
penetro il suo rumore.
Viene a nutrir l’arsura,
a colmar aride crepe
dei miei deserti brulli,
delle mie carestie.
Tendo le mani
sciolgo le braccia
scivolo, mi arrendo
cedendole il passo,
ascolto immobile
il fluire, la pienezza
che riempie ogni mio poro
che si insinua nelle viscere.
ascolto, nel riverbero del silenzio
lacrime di cielo salate
ad inzuppare i miei anfratti
più incolti e disabitati.
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L'autore
Paola Galli
Commenti (2)
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Francesco Rossi3 gennaio 2013
In questa pioggia crepita la fontana dei rammenti e sul petto velto dal sospiro il cuor parla. Finissimo verseggiare.
Giacomo Scimonelli6 gennaio 2013
lacrime di cielo che colmano gli anfratti... gli angoli bui e nascosti del proprio io... silente ed elegante riflessione che scava tra malinconica certezza e speranza mai doma ...versi profondi che toccano le corde del cuore...


