E sottovoce
E sottovoce il vento
con sé spesso trasporta
il cigolio gemente
di quella grande ruota
tutta intagliata in legno
che non conosce soste
accompagnando al suolo
l’ultima foglia morta
caduta in ordine di tempo.
Splendide e distanti
le stelle nel frattempo
da secoli infiniti
sopra di noi brillando,
compiacenti,
ammiccano soltanto.
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Commenti (2)
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Berta Biagini3 gennaio 2013
Una poesia che nel suo piccolo riesce ad aprire pagine su pagine, ove rimane solo l’imbarazzo della scelta, per quanto sono capaci di elargire.
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hy ju26 gennaio 2013
L'uomo come foglia caduta, sotto il peso della ruota che passa... Raggela lo sguardo immutabile nei secoli, delle stelle che osservano compiacenti e distanti. Nel loro splendore nulla hanno da temere per loro, dalla umana sorte...
