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Introspezione 3 gennaio 2013 · lettura 1 min · 6414 letture

Oh come vorrei

Domenico Frustagli 75 poesie pubblicate
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Oh come vorrei tornar a ripescar i miei anni! A sentir i battiti di tutti quegli affanni! Quando la tua bellezza d’amor si camuffava e a ogni mia carezza il cuore tuo tremava. Stille di dolore ti hanno irrigato il cuore in quest'aprile stanco rinnegato dall’amore. Non vedo più le rondini volteggiare nella sera. Solo pensieri stanchi di una lontana primavera. Oh come vorrei tornare a quella fanciullezza dove per il paradiso bastava una carezza!
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“Il grande amore non si scorda mai”.4 maggio 2013
L'autore
Domenico Frustagli

NOTE BIOGRAFICHE Domenico Frustagli è calabrese, nato a San Sostene (CZ) vive a Bareggio in provincia di Milano da quando aveva due anni. Autodidatta; ha partecipato, ottenendo vari riconoscimenti, a concorsi letterari nazionali ed internazionali. Nel 2004 ha pubblicato la prima raccolta di poesie: “Vita di cuor

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Commenti (4)

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Antonio Biancolillo6 gennaio 2013

Silenzio ... solo silenzio ora ...e ripasso la mente dove tutto è assenza di rumori... dove parla solo lo scorrere lento delle nuvole che coprono a tratti il picchiare caldo dei raggi del sole ...dove non i sente più lo strepitio dei sottili fili d’erba che si toccano oscillando nel riservato soffio del vento... dove l'unico rumore reale è quel desiderio di un tempo passato di fanciullezza nello svolazzare dei pensieri... di quando bastava niente per accendere grandi sogni negli sguardi... di quando "bastava una carezza" per respirare il paradiso... Ma le rondini hanno il loro tempo... e la primavera appare sempre più lontana... e il respiro dei giorni si bagna spesso nella sofferenza... Un bel ritorno di giorni passati...

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paolo corinto tiberio8 gennaio 2013

ma amico mio, con questo modo di scrivere alla fanciullezza ci sei, no che ci ritorni... se poi questo scritto è una satira a questo modo di scrivere, solo e solo allora questa scrittura si salva, solo se si prende in giro da se stessa!... non me ne volere

Giacomo Scimonelli10 gennaio 2013

ritornare a quei giorni dove una semplice carezza bastava per regalare gioia, primavera per l'anima... un verseggiare che avvolge il lettore coinvolgendolo... profonda e sentita

Chiara Vacchieri20 gennaio 2013

Una lirica che dei fiori del giardino fa un bel mazzo da offrire a chiunque si volti indietro a rimirar i suoi giovanili anni durante i quali i sentimenti, seppur infantili, erano ricolmi di genuina semplicità, poiché intrisi di trasparente franchezza e floreale bellezza.