"Dimmi che la notte"
Stefano Drakul Canepa
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Volami su queste pagine nere,
pergamene avvampate a sangue
liquido possente che mente morte
ed altre cose scure della sera
Dimmi che la notte è solo nostra
e che tra la nostalgia dei deserti
non hai lasciato polvere di vento
né tracce di lamento nell'estate
Apri le ali, sogna di tenebre,
d'abissi in conflitto con le albe
e respiri nudi come il sole
quando la trama delle nubi sfuma
Pallida bruma incolore traccia
di tutto ciò che soffia tra i sogni,
libro su libro a fugar promesse
ed altre sfere grevi sul mio mare
Uccidimi su queste stelle nere.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Elena Poldan5 gennaio 2013
Uno sprofondare negli abissi incolori d'un animo inquieto e oscuro, che sbircia le tenebre per ritrovar se stesso. Tetramente magnifica!
elena rapisa5 gennaio 2013
Vi sono scie di vite trasfuse nel sangue che vuol negare la morte come il morire d'amore fra nere stelle . Con il poeta, stranamente ma mai per caso, il nero si tinge di tenerezza e la notte più profonda si fa appello d'amore. Mi ci tuffo in queste atmosfere e dico un al Poeta


