Oh se potessi... non avere più fame
Angela Fragiacomo
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oh se potessi
uscire da qui
ma intendo da qui: le viscere contorte
soffrono l’inutile ritorno di bile
me ne andrei
anche dall’estasi del respiro
sospendendomi un attimo o tutto il tempo del mondo
ma poi...
poi, certo avrei da scegliere
la pista d’atterraggio il raggio il cerchio
i colori d’Agosto – la neve
voli senza fede – il cielo immutabile
e se potessi mostrare il dorso delle facciate?
potessi – dico – potessi
spegnere l’acqua che spegne il fuoco che spegne il freddo
(ricoprirmi di pelo contro il vento)
godere del fiore ancora piantato e da questo: non desiderare profumo...
avrei la pace.
La mela intonsa. Il silenzio dei denti – e di questa fame
l’ingombrante sazietà d'un morso.
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L'autore
Angela Fragiacomo
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
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