Delle ombre nascoste, dietro il mantello amaranto
Gianpiero De Tomi
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E fisso senza esitazione la lugubre tinta
il colore che cola, sul pavimento di bianco perfetto
in tutte le figure delle nostre parole, un mormorio
un treno che ci sorride, su campagne deserte.
Poi la ribellione, che scivola sui tuoi occhi di giada
di ricordi ed amnesie nella mescolanza
dei nostri odori, dell'attimo prima di piangere
che passa sulla nostra concezione di quiete
ed il respiro, inevitabile armonia disillusa
di musica eterea nelle orecchie di amanti suicidi.
La trasfigurazione dei momenti che nascono
mentre cristalli perfetti, cadono sulle anime
bruciandone le movenze già tese al sublime
quando tentano, di rendere la verginità al mondo.
Ed Atropo, dalla testa, orrendamente piegata
continua il suo compito, lo scintillio della lama
di forbici inavvicinabili, ci desta dal nostro sonno
e devasta ogni clamore, di vele gonfie nel vento.
Dalle ombre nascoste, dietro il mantello amaranto
raccolgo ogni grido disperato nella rinuncia
di preghiere senza voce, che finalmente urlano di gioia
di castelli inghiottiti da altissime betulle sognanti
e perle verdi, e nere, e gialle come peccati da espiare
e rossi globi di sangue, che chiudano infine il cerchio
prima del divino significato di luce invincibile.
©
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Gianpiero De Tomi
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