L'ombra appesa ad una nota cupa
You Don’t Know Me
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nessuno udì nel canto leggera flessione
scarto di sillabe mute ingoiate con l'arsenico
piombo nella gola tese come corde
in mugolii sommessi
eppure il fiato rovente
accartocciava come foglie le parole
e le bruciava al buio della sua quiete
nessuno vide il lampo attraversare lo sguardo
fisso sulla parete bianco nel tramonto spettrale
s'univa al suono lugubre e prolungato
ombre senza passi attraversarono il buio
dove ti aspettavo c'era ancora il rantolo
quasi un sibilo a confondere il canto
e fu vento d'inverno a congelarne il suono
nessuno udì il rintocco quasi spezzato
fu la notte a venire incontro alla luna
dietro restò solo un filo di fumo
l'ombra appesa ad una nota cupa
era il tuo profilo sulla linea del giorno
©
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (1)
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s
santo aiello6 gennaio 2013
Un incontro, un arrivo e l'attesa... Un mondo che si chiude nelle pareti dell'anima, un succedersi emotivo interiore... e nessuno sa, e nessuno sente... Bellissime immagini, surreali... Complimenti...
