Le maglie ruvide sul letto
Giorgia Spurio
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Ruvide, di un passo,
come piedi rivestiti di conchiglie
pronti a camminare, su,
per i ponti tra le invisibili luci,
e nebbia che mi porti messaggi dal mare,
dal tuo mare.
Sei ancora immobile,
sul mio letto,
come una madre che non ha versi per monologhi
da recitare in auto, né tragedie né vergogne
per la sua adorata figlia.
Sei ancora lì, statuaria,
come una bimba infreddolita dalla pioggia,
accogliente per l’amante che busserà
a tarda ora,
-quando io, dormirò, o così fingerò-.
Rubo il colore alla tua pelle,
perché da grande possa esser sicura
che delicatezza e biancore
saranno ancora parte di me
le tue bellezze.
Sei ancora bimba,
ai miei occhi l’irraggiungibile premura,
e ti specchiavi -sui miei occhi-,
e non parlavi
-no, non mi parlavi-
Sorridevi, e poi indicavi l’acqua tiepida
dai tuoi capelli, e la scia che avevi lasciato
al di là del vetro alla finestra,
al di là del vento,
dove sapevi che alla tua età
io ti avrei cercata.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Nino Vicidomini6 gennaio 2013
Letta con piacere ____________Rubo il colore alla tua pelle, perché da grande possa esser sicura che delicatezza e biancore saranno ancora parte di me le tue bellezze.

