Del tempo che mi attraversa
Maria Grazia Vai
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Tu che scrivevi delle lucciole
come fossero matite sciolte
a disegnare fiordalisi
Come se la notte fosse il buio
ad albeggiare il vespro
nell’assolo della pioggia
Come se ottobre fosse un’alba
e il mare la sua scia,
mi ritrovo tra i rantoli del fiume
che passa sotto il tuo cuscino
E siepi che s’innalzano
tra i labirinti del cuore.
Come fuliggine di vetro
-mentre l’inverno tuona-
m’inchioda al tuo balcone
E sul comignolo più alto
m’inonda delle tue bianche stelle
Indicibili distanze e vuoti
che albergano le ore della
tenerezza, e si dissolvono come
specchi di luce tra la pioggia
Come braccia che piangono
la solitudine del mattino
e in questa giostra d’asfalti
-disillusa- mi stringe i polsi e scalza
m’appartiene. Grondando girasoli
tra la neve dei miei rossi
tulipani bianchi.
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (1)
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Massimiliano Moresco7 gennaio 2013
E' d'avvero difficile scrivere poesie d'amore o sull'amore si rischia di banalizzare eccessivamente questo sentimento. Tant'è vero che personalmente non mi avventuro in questo genere di pratica . Ma la tua non risponde a questa caratteristica ed è veramente bella!

