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Spirituali 7 gennaio 2013 · lettura 1 min · 2920 letture

Genesi

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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Non parve chiaro all'uomo che la genesi fu d'argilla, di fuoco, d'acqua ed aria; temprò la carne a farne roccia mentre il sangue ammorbava il suo pensiero. Tramò la serpe - demone mendace - per piegargli la mente assecondando il tarlo della specie. Ottenebrato dalla conoscenza pensò perfino di scalzare Dio bevve superbia al calice del giorno gettando la ragione nell'oblio; nè religione né reminiscenza come se carne e sangue suo potessero scampare a marcescenza. Non fu abbastanza il tempo dato all'uomo per comprendere il senso della vita e quello della fine. Non gli bastò succhiare nettare alla terra, schiudersi come un fiore al primo sole, lasciarsi accarezzare dalla brezza e rinfrescare dalla pioggia non seppe vivere semplicemente... senza offendere Dio.
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La superbia e l'arroganza hanno, sin dall'alba dei tempi, accompagnato l'uomo nel suo percorso di vita determinando la sua rovina...
Sembra non sia cambiato nulla da allora... l'uomo, nonostante le conseguenze pagate duramente, sembra non averne tratto alcun insegnamento.29 gennaio 2014
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Duilio Martino
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Commenti (10)

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Rosita Bottigliero7 gennaio 2013

Molto semplice arriva il messaggio dell'autore... un poetare chiaro ed efficace. Complimenti

Idalgo Visconti7 gennaio 2013

L'uomo nella sua arroganza si crede un'opera grande, meritevole di una creazione divina. Ma in realtà, io credo sia più giusto considerarlo discendente degli animali.

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giovanni bagnariol7 gennaio 2013

Una interessante versione poetica (in assonanza con la Sacra Scrittura) espressa con maestria di versi e dovizia di dettagli, delle sorti toccate all'uomo a seguito di una scelta (indotta ma non obbligata) dal maligno che insinuò nell'animo il "tarlo" del dubbio e indusse alle più gravi delle mancanze che possa commettere una creatura: il ritenersi pari a DIO.

carla composto7 gennaio 2013

l'arroganza, la superbia, la superiorità ostentata non hanno limiti nell'uomo ...intensi versi, bella lirica molto apprezzata

Sara Acireale8 gennaio 2013

Argilla, fuoco, acqua e aria, gli elementi principali che sono serviti per plasmare l'uomo ma lui (irriconoscente e ingrato) si è ritenuto addiritura superiore a Dio, o forse... un semidio e ha fatto scempio di animali e piante, ha capovolto il senso reale delle cose distruggendo il pianeta... Spero che l'umanità rinsavisca (tutti noi compresi) per capire di avere più rispetto per l'ambiente se vogliamo che il pianeta terra non perisca e ritorni ad essere il paradiso perduto...

Laura Maira8 gennaio 2013

L'arroganza, la voglia di Conoscenza, la sete del sapere e il desiderio di essere molto più dei propri limiti, può essere cosa buona, ma solo quando è ben contenuta e saputa gestire. Siamo tutti sulla stessa terra, con gli stessi limiti, con le stesse possibilità di godere delle piccole, magnifiche cose che ci sono concesse, senza pretendere nulla di più e lodando Dio per questo Dono. Magnifica riflessione, profonda, attenta e di grande sensibilità. magnifico come sempre.

Rita Minniti15 giugno 2013

Poesia che si lascia leggere con estremo piacere. Perfetta in ogni suo verso dove ogni strofa è sublime. Una lirica degna di essere chiamata tale, dallo stile asciutto ed espressivamente coinvolgente.

Azar Rudif29 gennaio 2014

Simboli alchemici e Genesi che si fondono nel Disegno di Dio che, forse, comprendeva anche la disubbedienza dell'uomo come necessaria al cammino dell'evoluzione e della trasformazione o trasmutazione in figli di Dio. Ma se l'uomo continua a non capire sarà condannato all'oblio. Interessante connubio poetico tra filosofie separate, ma molto vicine.

Paola Paolina Segatto29 gennaio 2014

Versi capienti di conoscenza e creatività esplosive! Stupendo l'ultimo verso; la follia dell'uomo è in continuo espandersi. Meravigliosi versi e ben strutturata.

Annamaria Barone30 gennaio 2014

la Storia non insegna, né il dolore, tanta è la superbia... mi viene in mente il dialogo in Matrix tra Morpheus e l'uomo mandato a catturarlo, dove si descrive l'umanità come un virus che si è insediato sulla Terra e la distruggerà distruggendo se stesso... sono concetti che si ripetono, sono tragedie che si ripropongono (diluvio universale) forse la Terra scrollerà via l'uomo che non la rispetta, e l'uomo comprenderà che la Vita è un dono, da rispettare ed onorare, così come il luogo dove poggiamo i nostri piedi