Si strugge ... e poi digiuna!
sebina pintaldi
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Inerme petto aggrovigliato nelle catene
allarga fondali antichi come il sole!
Raduna il pianto del fiume duro
vinto dalla piaga più nera dello scuro.
Fugge via abbracciato ai suoi affanni
con le zanne tra le scapole tiranno dei suoi anni.
Ora vive!
Ora cade all'ombra della sua sciagura!
E si cinge di soave fiamma tra le possenti mura.
Si commuove innanzi al desolato canto di un lamento.
E accarezza le sue intoccabili ragioni radicate nel vento...
E' un pozzo senza fondo!
Che ama.
Si strugge.
E poi digiuna...
Mai si stancherà di attendere in eterno la sua luna!
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Commenti (1)
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Francesco Rossi9 gennaio 2013
Trovo che la composizione poetica si scontri con i luoghi comuni e il tentativo a mio parere riuscito da parte dell'autrice è stato quello di cogliere il suono della voce che supplica come percorso impervio ma aperto alla comprensione.

