1.292 lettori online · 360.661 poesie · 7.567 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Impressioni
Impressioni 8 gennaio 2013 · lettura 4 min · 1604 letture

La Nebbia oltre il Muretto

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
+ Segui
Seggo com’ombra sul ceppo d’un pruno, e con un gemito ‘l guardo s’erige all’orizzonte immenso; e una strige sente l’orecchio, un canto spettral. Scorgo com’aquila d’in sulla vetta l’orba contrada e ‘l fosco giardino e ‘l spento stame d’un fior che piccino muore nel verno; e l’aër glacial le vene stringemi... e ‘l ciel s’oscura, s’annebbia e tace... e poi s’addormenta in sonno pallido... Or mi tormenta l’ombra beffarda d’un mur; e non so cosa nasconda. La nebbia perdura, e nulla scorgo... e requie non ho. Un mar di spettri che spirano ansiosi su’i lor sepolcri sta fuor del muretto, e sento i tremuli pianti, e l’aspetto m’è chiaro e ignoto di tutti costor: è bianco e indenso e privo d’un corpo e fatto d’avida tela d’un ragno che lesto danza su’i sogni; e mi lagno sull’orma pallida del mesto cor. Quest’è la bava di chiocciola ansante pel regno celibe dell’egra Notte... e s’alza e balza... si sdoppia e va a frotte lungo ‘l sentiero del perso mio spir; ed è la giostra d’un candido infante... s’estolle e scende, a mai sa morir. Fuor del muretto v’è questo segreto, ed io nol colgo, e piango per questo e son orbato di speni, e son mesto... e sono un palpito che ‘l vuol sognar. Scorgo l’impronte de’i rami de’ pioppi e d’una quercia; ma bruta ‘l divora l’aura che timida li copre ancora colle sue nebbie che non può lasciar. Sembran le vele, le formide cime di mille e foschi e spettrali vascelli... ora li veggo, tra gl’alti arboscelli, ora li ignoro... e mai li vedrò; e tanto ho freddo nell’aër sublime ch’al par di loro qui presto morrò. M’ha detto ‘l core che fuor di quel muro si cela giovine una fanciulla; ed è la Notte... è tinta del nulla d’un sogno flebile che mi ferì. Al raggio etesio dell’esile Luna mi mostra ‘l bruno e splendido crin; m’incide un sogno sul cor d’una runa, ed è tal incubo Amor senza fin. Ahimè, la prendono le nebbie infami, più non la sogno... e più non la veggo, e morte atroce nell’aër le leggo... più non esiste colei che morì. M’ha detto ‘l core che fuor di quel muro si cela un frutto dell’egra mia mente... ed è la fosca... e non è più niente, la Notte femmina ancora fuggì. M’alzo com’anima dal ceppo freddo e fuggo ‘l sogno, e in casa men torno e scorgo l’erba e l’acero e l’orno colmi del pianto che mesto versai; e queste lagrime saranno nebbie, il muro atroce fia presto inghiottito; e colui sono ch’avrà sol patito per un ignoto che solo sognai! Oltre ‘l muretto... ed oltre me stesso, oltre le timide... e spente speni, oltre i miei sogni sol tu sei che vieni al mio cospetto, tremendo dolor; e son illuso... e sono dimesso, e son la nebbia d’un misero cor.
♥ 0 💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

Tutte le opere →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!