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Introspezione 10 gennaio 2013 · lettura 1 min · 4555 letture

Come schiocco di dita

Maurizio Melandri 424 poesie pubblicate
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Poggio la schiena al muro e mi perdo in pensieri infiniti Vent’anni son passati come schiocco di dita eppure ho sentito non so perché che ancora mi aspettavi Lavoro sempre su di me lavoro sempre e sogno, sprofonda talora nella miseria la mia vita talaltra invece sento che mi attende non si rassegna a perdermi del tutto allunga la mano e mi riporta via Mi sembra strano il mondo la mattina quando la notte ben bene mi ha ghermito coi suoi artigli da lupa assassina Ero ragazzo già avevo la tristezza in mezzo agli occhi ma al risveglio ritornavo sempre su dal precipizio del mio cuore e lento veniva un canto da lontano porgendo con se raggi di sole a liberarmi il fuoco dalla mia cella di cenere .
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L'autore
Maurizio Melandri

Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop

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Commenti (1)

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hy ju13 gennaio 2013

- - il tempo ci trasforma è impossibile immergersi nel fiume due volte, all'ombra dello stesso albero - ogni fatto della nostra vita le imprime una direzione che altrimenti non avrebbe preso... -non è vero che le possibilità siano infinite, tutt'altro: fin dalla nostra comparsa nel mondo, il campo delle nostre possibilità inizia a restringersi, assottigliandosi sempre più... e così un giorno tutto a un tratto ci troviamo con le spalle al muro, persi in pensieri infiniti - un sentire che condivido, strofe dal ritmo incalzante: arriva diritta alla pancia, come un pugno... e fa male