Di punta, di tacco ...giocar di fioretto
Commenti (4)
desiderio di ritornare ai fanciulleschi tempi ben scritto, ottimo testo
mi piace questo senso di inevitabilità che si evince nella quarta strofa, il mescolarlo poi, ad immagini che fanno pensare alla fanciullezza lo trovo geniale, quasi come dire che il gioco è già bello che confezionato da tempo, nonostante i sogni e le speranze che nutrivamo da fanciulli... veramente bella ps: sì, piangere... dal ridere
...una fantasia che è molto verosimile... direi realistica... vincere è parte del gioco, accontentarsi non è giocare davvero, allora chi vince? è tutto truccato, i giochi son già fatti a tavolino...
In panchina non ci si diverte meglio giocar da titolare gli altri si accontentano di parar le palle! Questi versi sono l'essenza di questa lirica stupenda e metaforica che parte dai tempi poveri dell'infanzia per arrivare ai giorni nostri che fanno veramente piangere, tanto c'è di degrado. Complimenti a quest'autore che riesce sempre con l'ironia e la metafora giusta a fare goal!

