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Fantasia 11 gennaio 2013 · lettura 1 min · 1565 letture

Di punta, di tacco ...giocar di fioretto

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Cerco pane sbriciolato, calzoni corti, gambe paonazze dal gelo, nel fondo delle tasche figurine tappi e luccichii di ciondoli notturni. Tra i rami la fionda il temperìno affonda di punta di tacco scopre lo spacco. In panchina non ci si diverte meglio giocar da titolare gli altri si accontentano di parar le palle. tanto è un gioco partecipare vincere solo se vuole che tu vinca, non resta che sorridere; Forse, ora che ci penso, è meglio piangere ... Dal ridere.
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Commenti (4)

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C

desiderio di ritornare ai fanciulleschi tempi ben scritto, ottimo testo

EnzoL11 gennaio 2013

mi piace questo senso di inevitabilità che si evince nella quarta strofa, il mescolarlo poi, ad immagini che fanno pensare alla fanciullezza lo trovo geniale, quasi come dire che il gioco è già bello che confezionato da tempo, nonostante i sogni e le speranze che nutrivamo da fanciulli... veramente bella ps: sì, piangere... dal ridere

h
hy ju11 gennaio 2013

...una fantasia che è molto verosimile... direi realistica... vincere è parte del gioco, accontentarsi non è giocare davvero, allora chi vince? è tutto truccato, i giochi son già fatti a tavolino...

Gentiana Marika12 gennaio 2013

In panchina non ci si diverte meglio giocar da titolare gli altri si accontentano di parar le palle! Questi versi sono l'essenza di questa lirica stupenda e metaforica che parte dai tempi poveri dell'infanzia per arrivare ai giorni nostri che fanno veramente piangere, tanto c'è di degrado. Complimenti a quest'autore che riesce sempre con l'ironia e la metafora giusta a fare goal!