"Fata del Mare"
Stefano Drakul Canepa
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fata del mare
puoi morire di luna
volando cielo (D)
Fata del mare, le luci sono vuote
tu non hai mai amato le mie sere
ed i tramonti accesi come il sole.
Avrai ali d'ambra per volare un fiore
Non pensare alle rovine del fiume,
il sale non è amaro se danzi sola,
se per una volta non ascolterai
le madide follie di mille voci nuove
Fata in silenzio non avrai assenzio,
nessun nettare di veleno scuro
ma le tristi danze in controluce
di chi splende per una volta ancora
Poi forse c'è chi consolerà la notte,
le parole alla deriva sulle gocce nere
per non sporcare ciglia e terra,
senza alcuna guerra per il tuo petto
Questo è il tuo dispetto che gronda
ore spente e parvenze di dolore,
fuori è l'orizzonte a far da padrone
non le carezze soffiate dal maestrale
Fata del mare, le lacrime son finte
sono onde svanite, rugiade scadute
rintocchi di luna lasciata al cuore.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
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