Tra il marciapiede e il cielo
credimi quando ti dico
che quella notte,
tra il marciapiede e il cielo,
io rinacqui.
la mia pelle bruciava,
la tua bocca ansimava
ma non c'era amore,
non c'era gioia,
non c'era rispetto;
solo le stelle e il tuo sguardo spento.
ero una donna e tu
come un avvoltoio,
in un inesauribile istante,
hai fatto di me una carogna.
però, come in grande amore,
io te lo prometto,
mai ti dimenticherò e
ti restituirò l'insegnamento
che della vita mi portò via il rispetto.
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Commenti (5)
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F
Forsepoesia By Antonio F8 marzo 2007
una poesia delicata ma con un testo forte e diretto... c'è molta rabbia in questo testo perché dev'essere stato molto duro ciò che è successo... bella poesia
M
Maria Francesca8 marzo 2007
bellissima poesia, versi musicali, grande il senso della dignità che emerge
O
Oliviero Angelo Fuina9 marzo 2007
Poesia molto dura, vera, ”sentita”. Bellissima poesia pregna di emozioni e sensazioni di rabbiosa dignità. Davvero molto, molto, molto piaciuta.
F
Francesca Coppola9 marzo 2007
è vera, sentita sulla pelle, intensa e prende alla lettura...!
Marco Canonico Baca817526 aprile 2007
Brava sam... un poetico cotometraggio che vive chiunque la legga, le immagini scaturite da essa si sono impossessate della mia mente e le porterò con me.
