"Acqua tofana"
Stefano Drakul Canepa
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non è colore
non è sapor di morte
e rende cielo (D)
Pozze di piacere dimenticato
il vento sembra vano del passato
ed i respiri senza tempo morti
fra i deserti forti del silenzio
Carezze pure nascoste a pelle
e le ninfe opache da soffiare
contraltare di una mezza luna
è questa bruma che rende veleno
Alle tracce di nostalgia malata
vampe di fata fermano il seno
amore da morire fra le gocce
è acqua tofana sovrana nera
Non colore né odore dal cielo
per tremare pianure solo sogno
e paludi di fango nel vapore
di parole pronunciate a sale
ferma il respiro, gela clamore
le stelle sono sfere senza cuore.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Duilio Martino13 gennaio 2013
Trovo molto bella questa lirica... e molto interessante il verseggiare dell'Autore. La lettura scorre molto bene e i versi sono arricchiti da qualche rima... che non guasta il componimento. Molto suggestiva.
Donatella Pezzino13 gennaio 2013
Mi piace molto questo singolare intreccio di storia vera e di magia... un miscuglio che si solleva come un fumo denso e avvolge ogni verso portando il lettore indietro nel tempo e in fondo ad una misteriosa anima di donna.


