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Ribellione 14 gennaio 2013 · lettura 1 min · 1010 letture

Nel bosco guardandoti

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Aulente, nella pioggia che t'irrora, nella neve che t'ammanta, nel sole che t'attraversa, nell'aurora; Sei verde e rigogliosa ch'incanti, immota Madre dal vento carezzata canti tra le fronde d'un tempo virgineo e rispettoso; Quando dai rami bruni cinguettavano cardellini, sul tronco spedite camminavano formìche in fila indiana, scoiattoli a coppie saltellavano e sotto l'ombre delle folte chiome m'addormentavo. Ora tronchi avvelenati cadono per l'oro, avanzano lucenti pale scalzando radici senza fine, una stupida umanità ti lacera sfregiandoTi. Ho il cuore esangue, nella foresta il senso della vita e il rispetto, langue; Potere maledetto! È Il mio pensiero guardandoTi!
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Color cioccolato come il ligneo austero vetusto tronco che m'offriva appoggio e frescura ... Color m... arrone come coloro che mi rompono i m... iei alberi perché gli alberi sono di tutti come le creature che abitano il mondo sono di tutti.

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L'autore
Paolo Morganti
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Commenti (5)

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Gentiana Marika14 gennaio 2013

Si, con le nostre mani stiamo rovinando quello che di più bello ci è stato donato in origine della vita, la stupenda natura. E la tua ribellione ha una voce potente che parte dal cuore ma si spegne nel giungere le coscienze di chi per sporco denaro permettono tutto questo ... Bella e potente riflessione come sempre sai fare tu.

Patrizia Ensoli14 gennaio 2013

C'era un tempo, in cui le formiche sfilavano serene sotto la querce al fresco, le lucciole di sera ... Ed i sogni erano alti... ma l'uomo prima sogna e poi, incatrama il suo stesso sogno!!! Molto bella e particolarmente sentita ho rivisto il mio bosco... Piaciuta

EnzoL14 gennaio 2013

non posso che condividere con cuore e braccia il tuo messaggio, la bellezza svanita di un albero abbattuto ferisce l'anima inoltre il testo è di mirabile fattura, molto ma molto ben scritto

Jibi14 gennaio 2013

Parli di Alberi uccisi e mi tocchi nel profondo dolorosamente. Ma tutto ciò che l'uomo ha avvelenato, inquinato e distrutto per i propri vili scopi, tanto per cambiare economici, è delitto infame. Ogni creatura uccisa è un Figlio strappato alla Grande Madre Natura. Condivisa e sentita tantissimo.

Garbofania15 gennaio 2013

Sentita e "patita",questa Poesia, mi prende l'Anima e la travolge. Il mio bosco è sempre più esangue, diviene ogni giorno più piccolo e fragile. Il cemeto avanza inesorabile a pari passo con la stoltezza degli umani. Ma io non sto a guardare e per quel poco che posso mi ribello e affondo la mia lama. Insomma non basta stare a piangere. La nostra voce e le nostre azioni possono aiutare una Madre piangente, in agonia. Grande il cuore del Poeta.