Madre

Primo dell’anno, arrivano note di una sinfonia,
rituale che accompagna le prime ore del mattino.
Penso,
timidi ricordi di un altro mondo,
racchiudono un’infinita dolcezza.
Note immortali che accompagnano lo schiudersi di un fiore,
invisibile segno della presenza divina.
Un altro numero è aggiunto e festeggiato,
ma in pochi vedono oltre,
rispettando quella terra che c’è stata consegnata.
Madre che custodisci il bene nostro, ultima difesa,
prezioso ricovero dell’anima in preghiera,
illumina le menti, apri a tutti le porte della verità.
A testa bassa chiedo il tuo perdono,
per le ferite che verranno, gesto degli uomini,
senza buona volontà.
Le mie mani a te sono rivolte,
nel palmo c’è il tuo nome,
nel dorso le mie vene, pulsa forte il tuo volere.
Tuo è il primo giorno, il primo miracolo,
dai pace e dignità a chi soffre nel silenzio,
ascolta la sincerità dei suoi pensieri...
tocca il suo cuore.
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