"Senza cielo"
Stefano Drakul Canepa
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i cieli stanchi
sono respiri neri
e lenti inverni (D)
L'alba nascondeva bene le illusioni,
con quella luce fioca appena accesa
fra le piogge malate di questa pianura
insana e dalle cento pozze marce
Forse lui non sarebbe più tornato
ed il fumo di una sigaretta spenta
avrebbe coperto nuvole e delitti
di tante sere spese a contare sogni
Tanti anni fa ti era sembrato bello
ma le stranezze eran divenute silenzi
ed le ghirlande di pelle stelle spente
che nessuna luna poteva nascondere
La notte cullava bene le lacrime
ed ogni goccia formava laghi neri
in attesa di una nave da naufragare
con le sue scialuppe prese a nolo
Inutile delirio di un futuro senza cielo.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Clara Gismondi14 gennaio 2013
Senza cielo... senza speranza... Ma la vita è. Spesso ci riserva poche possibilità e noi le usiamo male... pensando che ci sia tanto tempo o forse non pensandoci affatto. Poesia che lascia un po' d'amaro in bocca, con una chiusa lapidaria. Bella poesia che fa sentire emozioni e sospiri...

