Riflessioni
16 gennaio 2013
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''Io che...''

Io che sono
l'indomabile e l'incerto,
io che d'incubi mi nutro
e di solitudine ho sofferto,
io che di te
ho fatto una regina
con la bellezza del mio amore,
io che t'ho accarezzato nella notte
come i petali d'un fiore
Io che t'ho amato
come nessuno ha fatto mai,
io che t'ho regalato il sole
in un momento di calore
Io che ho preso un sogno
e l'ho piantato nel tuo cuore
io che ho desiderato un bacio tuo
fino quasi alla pazzia
Io che ho pianto e mi son dannato
tra le fiamme dell'inferno,
io che ho maledetto
cento volte il nome mio
per non aver saputo offrirti un dio
Io che ho soffocato il mio silenzio
nella dolce sofferenza,
io che posseggo solo un cuore
e non ne ho altri da donare,
io che marcio e povero d'amore
non ho più delizie da gustare
ma solo un pugno di passione
e nient'altro da salvare
Io che ho cercato di volare
e abbattuto son stato nel mio osare
io che ho desideri da bruciare
e fiato da sprecare,
io che ho consumato la mia anima
nelle sere di dolore,
io che non ho più sorrisi
nè voce,
nè splendore,
io che torno alla mia tana
a coltivare un po' d'orrore
Io che ho detto addio
alla felicità bramata,
io che non proverò mai più a sognare
nel cuore dell'amata
Io nel corpo e nella mente
Io che sono Io
ed Io che non posso farci niente...
©
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L'autore
Flavio Uldanc
''Nato a Cecina (LI) da ''Bolgheri, Castagneto Carducci il 25.06.1968, da genitori sardi,
vivo dal '70 in Sardegna, ad Alghero (SS), ridente cittadina sul mare dal dialetto e le tradizioni catalane, risalenti alla dominazione spagnola, dove lavoro facendo il marinaio. Amo scrivere fin da bambino e in particolar modo p
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