Dei derelitti e delle iene

Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
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L'ignoranza, la pigrizia del nostro senso civico ci porta più facilmente a credere vero ciò che preferiamo credere sia vero. L'ignavia... aspettare che qualcuno risolva i nostri problemi; è il nostro peggior difetto... e questa manica di cialtroni... l'hanno capito da tempo...
Versi carichi di rabbia giustificata che si leggono d'un fiato, io la proporrei come una denuncia verso quelle facce di bronzo.
Penso talvolta che siamo davvero in trappola. Le dinamiche della politica e il funzionamento della società, ci sfuggono e ci travalicano del tutto. Poesia che condivido assolutamente: perfetta anche nella categoria "ribellione". Titolo ironico, testo amarissimo.
Si, potremmo noi "poeti" millantatori fare una rivoluzione gentile e recarci tutti a Roma. Devono provare vergogna. E' importante scrivere la ribellione in versi. Lo stesso vale per la bella poesia di Francesco Rossi sulle morti bianche. Grazie Maurizio.


