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Sociale 18 gennaio 2013 · lettura 1 min · 2239 letture

Dei derelitti e delle iene

Maurizio Melandri 424 poesie pubblicate
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C'é dell'insano e marcio in ognuno di noi ma perché renderlo pubblico se non si ha talento alcuno per il comune bene Siamo stati vilipesi offesi maltrattati e derubati eppure facce di bronzo sempre uguali si presentano a chiederci ancora plauso e considerazione come patetiche marionette d'un teatro dell'assurdo Meglio sarebbe invece e saggio scomparire e vergognarsi di tanta vampiresca smisurata brama di potere e d'indecenza reiterata .
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L'autore
Maurizio Melandri

Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop

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Commenti (4)

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Idalgo Visconti18 gennaio 2013

L'ignoranza, la pigrizia del nostro senso civico ci porta più facilmente a credere vero ciò che preferiamo credere sia vero. L'ignavia... aspettare che qualcuno risolva i nostri problemi; è il nostro peggior difetto... e questa manica di cialtroni... l'hanno capito da tempo...

Francesco Rossi18 gennaio 2013

Versi carichi di rabbia giustificata che si leggono d'un fiato, io la proporrei come una denuncia verso quelle facce di bronzo.

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hy ju18 gennaio 2013

Penso talvolta che siamo davvero in trappola. Le dinamiche della politica e il funzionamento della società, ci sfuggono e ci travalicano del tutto. Poesia che condivido assolutamente: perfetta anche nella categoria "ribellione". Titolo ironico, testo amarissimo.

g
giulia angela18 gennaio 2013

Si, potremmo noi "poeti" millantatori fare una rivoluzione gentile e recarci tutti a Roma. Devono provare vergogna. E' importante scrivere la ribellione in versi. Lo stesso vale per la bella poesia di Francesco Rossi sulle morti bianche. Grazie Maurizio.