Ragnatele
Ragnatele in una gabbia chiamata testa fanno a gara ad infittirsi,
come enigmatici pensieri,
uscendo da finestrelle chiuse
denominate occhi.
Tutto intrappolano. Gli occhi.
Davanti a caldi e scuri vetri appannati.
Lunghi serpenti accerchiano un sasso definito cuore.
Immobile, al calar della notte.
Freddo, al sopravvento della tramontana.
Entra nelle vene ed uccide. Il freddo.
E i rettili stringono. Forte.
Pulsa. Il cuore.
Si nutrono di freddo sangue. I rettili.
Mentre il corpo febbrilmente trema.
Immobile, al sorger del sole.
Infuocato, al sopravvento dell'afa.
Mosche afferrano calde mani,
esplodendo per la morsa improvvisa.
Sopraggiunge, di nuovo. Il freddo.
Il freddo inverno. Fuori.
Respiri scanditi contro i vetri. Dentro.
E gli occhi di cristallo infuocati.
Immobili, al tramontar del sole.
Paralizzati, al sopravvento dell'umido vento.
E tutto è in gabbia.
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