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Riflessioni 19 gennaio 2013 · lettura 2 min · 1858 letture

Idea

Stefano Acierno 149 poesie pubblicate
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Ho visto il sole che brillava d’agosto nella bianca Fleet street e ne ho rincorso, barcollando, attonito, il profilo, incandescente, a Londra, ch’era allegra, io diciottenne. E l’ho vissuta! Ma l’avevo già vista e già sentita leggendo, forsennato. E cattedrali gotiche. Capogiro e sogno. E ho visto ed ho ascoltato lo sciabordio lieve di porti scuri, all’alba, che brontolavano in me: tumulto, fra le brume del nord. E la torre di ferro, chiave musicale, lucente, che infilza il cielo a Parigi. E mille granelli - un delirio - di sabbia accecante nel Sahara. E E E E i tramonti d’Olanda. E ponti di cristallo e la malinconia a Budapest. E Spagna martoriata e poi ribelle. E l’ho visto, insomma, il mondo. Ma prima, assorto, immerso, me ne avevano, tutta, già raccontata la filigrana. E ho visto gli uomini. E le storie. Proprio come Asturias. E li ho avvertiti forte dentro. Avventurosi. E sperduti. Che rischiavano sfide con se stessi. Con l’amore e col sogno. O, solo, la reggevano la vita ingaggiando i giorni. Ma li avevo intuiti, mentre ne leggevo. E me ne avevano detta già in tanti fogli, l’indole e l’anima. E così l’incanto e la condanna delle donne. Di cui avevo con me, rappresa, la sconvolgente idea. E l’ho realizzato e sognato dunque il mio mondo. Leggendolo. E poi toccandolo. E lo vedo ancora. E ne ho l’ìdea. E continuo a sentirlo. E a soffrirlo. Così con te, che ne hai scritto. E, forse, anche con te che mi leggi. Da un luogo oscuro, luminescente. Presenza, oltre la convenzione, che si disvela. Mentre si edifica la vita e il pensiero. Perché quelle parole sono te. E sono me.
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Sono uscito quest'estate! ho rivisto qualche posto. Restavano avvolti in un alone magico di come li avevo scrutati anni addietro...22 ottobre 2013
L'autore
Stefano Acierno
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