Lungo il cammino
Ho visto il bello dai miei puerili occhi
e indaffarati eroi a cullarmi il cuore,
re, dentro al mio mondo di balocchi,
incorniciato da tenerezze e amore.
Nel proseguir conobbi mutamenti
oltre ai diritti ce n'eran di doveri,
prime amicizie e nuovi sentimenti,
la nuova scala di sogni e desideri.
Femmine, impacci, lacrime, approcci
albe e tramonti, mattinate e notti,
raccogliere del cuore i primi cocci
passioni quotidiane, sbagli a fiotti.
Ho visto il tempo diventar dolore,
troppi i miei eroi finiti sotto terra,
autunni e inverni gelidi nel cuore
giorni come battaglie di una guerra.
E re senza mantello e senza trono
ricchi di una saggezza rara al mondo
che come lampo che precede il tuono
mi hanno illuminato nel profondo.
Ho visto cattiverie di ogni sorta
doni malvagi dell'umana specie
l'educazione ormai è quasi morta
almeno dedichiamole una prece.
Or si concluda questo resoconto
son oramai nel mezzo del cammino
aspetto qui l'ennesimo tramonto
senza veder chi vorrei a me vicino.
©
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Commenti (2)
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Donato Leo19 gennaio 2013
Una riflessione a tutto campo. Letta ed apprezzata. Complimenti.
Rosita Bottigliero19 gennaio 2013
Una bellissima riflessione... un dire in maniera elegante e piacevole... piaciuta tanto...

