Ho visto una conchiglia

Dopo la notte sorge il mattino,
si scrolla la sabbia
una conchiglia,
il mare insonnolito sbadiglia
mormora sogni senza risvegli,
persistente è l'amaro:
desiderio di vita
oltre il desiderio di morte.
Che sbalzo appare!
Scompaiono le stelle,
la luna col suo pallido chiarore,
dormono o fanno finta di dormire?
Senti palpitare il cuore
aperto a tante dimensioni,
ognuno prende la sua strada:
chi quella giusta
chi quella sbagliata,
i pensieri s'incalzano
come torrenti in piena,
lasciali fluire
come acqua di sorgente
senza chiederti
in che stagione siamo.
Accorre il ricordo della giovinezza
che gonfia il petto
come tenera primavera,
l'increspatura dell'onda
spazio e tempo sormonta
ridotto ad un solo evento
come Einstain sosteneva.
L'alba reifica i miraggi,
il mare stende la sua liquida coltre,
l'alba sembra s'avvicini,
ma il sole guidato da Fetonte
non riesce a varcare l'orizzonte,
precipita il suo sogno,
come la conchiglia
gettata a riva
dall'onda impetuosa
rimpiange il profumo salato del mare.
©
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L'autore
Colomba
Sono un`insegnante elementare in pensione. Nata in un paesino dell`Abruzzo ( L'Aquila ) vivo un po` a Roma e un po`in Los Angeles. Per me la poesia e` libera espressione dello spirito. Ottimista e coraggiosa per natura, ho molto senso umanitario. Le mie letture preferite (oltre la poesia) sono i libri di astrofi
Commenti (1)
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Marial21 gennaio 2013
Non dorne la conchiglia sulla sabbia, riflette, sente ancora il rumore del mare, anzi musica che l'accompagna, aspetta quell'onda più lunga per seguire i sogni e colorarsi di vita. Apprezzata.
