Ali bruciate
Alboraletti Enrica
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e come del giorno
ho colto la tua luce
nel suo seguitare di nero notte s'è dipinto
l'esser tuo vuoto piegato
indugia al sapere
lungi l'eco dei molti perchè
più grandi qegli occhi di pur sempre bambina
esuli vagano al cullar ancor in dolci illusioni
annichilita esausta rannicchi le membra
al cercar certezze in quel che fu grembo di madre
d'automa il tuo passo
ed io che
dal davanzale della vita ti guardo
sono nulla sono niente
eppur t'ho generato
©
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
Commenti (1)
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Rita Stanzione21 gennaio 2013
Dei figli si assorbe ogni stato d'animo e lo si fa proprio. Come potrebbe essere altrimenti? Toccante, bella poesia, da un cuore di madre

