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Sociale 21 gennaio 2013 · lettura 2 min · 939 letture

''I dannati''

Flavio Uldanc 252 poesie pubblicate
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Io li guardo, come se non m'importasse con il viso attraversato da piccole lacrime camminare su e giù, avanti e indietro in quello spazio che all'inferno assomiglia Domandar comprensione, e a volte pietà e ridere forzati di subdole cose quando hanno dentro il demonio o l'angelo liberatore dell'ebbrezza Cercano svago o salvezza dentro giorni vuoti e neri assaporando quel gusto che amaro rende aspra la vita e l'amore Ecco, sono loro coi loro visi scavati e stanchi i dannati, moribondi e mendicanti senza più un sogno da accarezzare Strabuzzano gli occhi meravigliati, cerchiati di purpureo dolore come miseri fantocci li aprono, all'alba e al tramonto scuri e disinteressati del mondo Il veleno li ha resi ciechi ormai e ha contagiato loro il silenzio, la vuotezza nell'anima, la morte e il loro cuore nella noia sprofonda! Dannati e maledetti per l'eternità lunga e infinita a piccoli passi toccano il cielo quello grigio dell'eterna illusione Sognano le donne adornate di bei vestiti e incigliate coperte di lussuria e rossetto, - Oh, non sono per voi, quelle Signore!- Ora li aspetta solo la dannazione e la morte sicura come un giorno di sole a riposare sotto le pietre della pestilenza
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

La triste e dura realtà di una piaga sociale qual'è l'inutile vita di chi ha scelto di vivere e morire nel vizio più orrendo.

L'autore
Flavio Uldanc

''Nato a Cecina (LI) da ''Bolgheri, Castagneto Carducci il 25.06.1968, da genitori sardi, vivo dal '70 in Sardegna, ad Alghero (SS), ridente cittadina sul mare dal dialetto e le tradizioni catalane, risalenti alla dominazione spagnola, dove lavoro facendo il marinaio. Amo scrivere fin da bambino e in particolar modo p

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Commenti (1)

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Stefano Drakul Canepa22 gennaio 2013

mi è piaciuta moltissimo, è una poesia veramente maledetta, profonda, spietata nella sua cruda realtà...degna del Maestro... g r a n d e