''I dannati''
Flavio Uldanc
252 poesie pubblicate
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Io li guardo, come se non m'importasse
con il viso attraversato da piccole lacrime
camminare su e giù, avanti e indietro
in quello spazio che all'inferno assomiglia
Domandar comprensione, e a volte pietà
e ridere forzati di subdole cose
quando hanno dentro il demonio
o l'angelo liberatore dell'ebbrezza
Cercano svago o salvezza
dentro giorni vuoti e neri
assaporando quel gusto che amaro
rende aspra la vita e l'amore
Ecco, sono loro
coi loro visi scavati e stanchi
i dannati, moribondi e mendicanti
senza più un sogno da accarezzare
Strabuzzano gli occhi meravigliati,
cerchiati di purpureo dolore
come miseri fantocci li aprono, all'alba e al tramonto
scuri e disinteressati del mondo
Il veleno li ha resi ciechi ormai
e ha contagiato loro il silenzio,
la vuotezza nell'anima, la morte
e il loro cuore nella noia sprofonda!
Dannati e maledetti
per l'eternità lunga e infinita
a piccoli passi toccano il cielo
quello grigio dell'eterna illusione
Sognano le donne
adornate di bei vestiti e incigliate
coperte di lussuria e rossetto,
- Oh, non sono per voi, quelle Signore!-
Ora li aspetta solo
la dannazione e la morte
sicura come un giorno di sole
a riposare sotto le pietre della pestilenza
©
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L'autore
Flavio Uldanc
''Nato a Cecina (LI) da ''Bolgheri, Castagneto Carducci il 25.06.1968, da genitori sardi, vivo dal '70 in Sardegna, ad Alghero (SS), ridente cittadina sul mare dal dialetto e le tradizioni catalane, risalenti alla dominazione spagnola, dove lavoro facendo il marinaio. Amo scrivere fin da bambino e in particolar modo p
Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa22 gennaio 2013
mi è piaciuta moltissimo, è una poesia veramente maledetta, profonda, spietata nella sua cruda realtà...degna del Maestro... g r a n d e

