Spietata
Giorgia Spurio
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Spietata come rosa
sola alle dita –stretta, denti tra le mani-
e di lutto mi trovo costretta
vestita e ordinaria.
Spietata come attesa,
né suono né pioggia,
per aver ringhiato nel tuo letto
e aver insultato – dopo che l’amore
mi avesse toccato-.
Spietata come matrimonio
che camicia bianca
possa nasconder di trasparenza
la pesantezza, che il rosso
ha tra le ferite non trapuntate.
Spietata – ancora-
come l’offesa che scivola
di cascata di perle tra riccioli che neri
nascondono il loro meschino candore.
-Spietata-
Come carnevali tra le tue rughe
e -ti odierò, sì, ancora sì-
per un arrivederci che non hai provato,
-no, nemmeno a sussurrare-
ed io sono caduta –ma non te lo dirò mai-
son caduta giù,
cercando tra la terra, -tra la Guerra-
tra le pieghe dei pavimenti,
tra i residui delle mie scarpe,
i tuoi occhi, respiri, e adagi,
quel sorriso che beffardo – e di nervoso mi scatenava-
e poi – quel sorriso- lo baciavo.
Spietata,
come le finte piume che hanno le notti,
come il flacone sul comò,
come il profumo –gettato-,
e c’è ancora quella macchia sul tappeto,
e c’è ancora... come una foto che non posso avere.
Spietata,
come di serpenti che amano rondini,
e sanno che Dio li avrà puniti,
senza gambe come diavoli
senza perdono, ché non possono nemmeno
nominare o invocare, o chiedere, domandare,
se il cielo è dimora delle anime.
Spietata,
come ciglia che occhi non hanno,
pupille incastrate come collane,
che al tuo funerale
non ho potuto gridare.
Né sbottonare, come maglie,
parole, ma di squame
e di cotone, che non hanno
il sibilo degli alfabeti socchiusi.
Spietata,
per essermi detta zitta;
e sulla lapide, la mia,
tu non lo sai, cosa c’è scritto?
Di pietra, che il vento graffia:
“Ti ho amato”
🌐
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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S
Sanzi22 gennaio 2013
"Certe cose le conosco, alle volte ci si dice che l'unica via è davvero amare, perché si perdona e poi si è liberi, c'è il rischio di non poter più vivere. ...anche se uno è passato per un inferno, addirittura l'amore ti porta all'estremo di doverti comportare come se niente fosse... è quello perdonare... sempre che sia possibile, si tenta... alto il prezzo, alto lo scopo; anche se la vita diventasse poi solo un trascinarsi... ma sarebbe da persona semilibera." Tali cose o suppergiù diceva a se stesso il signore di...*
