Se questo non è un uomo
Un uomo del suo tempo come tanti, sulla
tua strada Signore, hai voluto ti seguisse.
Destino ormai segnato.
Ti accompagnava forse, come il capro segue
il suo padrone, quando lo prepara al sacrificio sull’altare?
Era l’ultima pedina, la prima a cominciare
muoveva all’incontro cui non era possibile mancare.
Trenta monete.
Allora come ora, una gioia “da impazzire”.
Nella pazzia, presto si fa luce il suo mistero:
“Quante lacrime su questi argenti insanguinati.
Nessuna pietà alla mia disperazione?
Sento che il libero mio arbitrio ho esercitato
ma, la ragione rifiuta il ruolo che mi è dato.
Signore proprio io? Eppure ti ho tanto amato”.
E dopo questo ardito e povero pensiero
non ho capito se Giuda è stato perdonato
o forse più degli altri la gloria ha meritato.
Io vedo solo un uomo, uno, disperato insieme a tanti.
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L'autore
giampietro corvi c
"Biografia di uno scrivente” Gli hanno detto che è nato al Gozzadini di Bologna il 4 luglio di qualche lustro fa, di sette mesi, per giunta scarsi. La prima scuola frequentata è stata l’Università del Morazzo (così chiamata con nostalgico bene, ancora dai superstiti): un ex magazzino agricolo nell’estrema periferia
Commenti (1)
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rosanna gazzaniga30 marzo 2015
Originale poesia dal punto di vista del traditore, insolita e di impatto. Come allora anche oggi il fascino del denaro al quale si sacrificano amicizie e dignità e il mistero del caso o della necessità resta insoluto...
