Tregua indigesta
Amore tace,
avvinghiata al suo specchio.
Su un albero di pino,
spasmodici sguardi
feriti dalle lance
scorge sulla baleniera
e il brulicare dei suoni
caduti nel fondale
assordano i suoi orecchi,
ché il capodoglio non ha volto.
E' bianco.
Gracchiano
come corvi
neri al rombo dei tuoni,
la burrasca è vicina,
non reagiscono
alle pieghe del mare.
E amore muove
gli artigli di aquila
e spicca voli
suonando, sulla tempesta,
il preludio dell'arcobaleno.
©
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