La strada per Stalingrado

L'implacabile gelo giunge a Stalingrado,
ove carri fumano come macabre ciminiere,
fabbricando vittime cadenti per la patria.
I tetti s'appoggiano su macerie in fiamme,
i cieli gridano di dolor profondo, profondo
come il sangue su fresca neve d'inverno.
L'aria si tinge d'un cupo terrore scuro,
come il buio della notte succede il giorno.
Il telefono squilla a vuoto, senza risposta,
mentre i lamenti s'alzano e corron lontani.
Dove si può, vedere almeno l'inferno?
Fissi sguardi si coprono spenti di morte,
senza attendere che l'anima esali.
Non cadono i cinquemila del Nord, titani,
e nel vuoto si spegne un silenzio profondo.
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L'autore
Jmmy Al Pit
Scrivere. Una parola che racchiude un mondo di significati. Tutti praticamente, e anche oltre. Noi con le parole possiamo comunicare sentimenti, emozioni, cultura. Vi sono una grande quantità di modalità per esprimersi, ma solo la poesia riesce ad essere completa comunicando in poche righe tutto ciò che si può trasmett
Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa22 gennaio 2013
sarà che ho studiato molto bene questo periodo storico, sarà che ho letto e riletto 'il sergente nella neve' e 'centomila gavette di ghiaccio'...ma questa poesia mi emoziona, è rigorosa e tragica come la guerra. E m o z i o n a n t e
