Il gatto Willy
Ti vidi in bacheca.
La foto un po’ scura, sbiadita
Tu eri color della notte
Il naso allungato un po’ strano
Fissavi il mio viso curioso.
Impulso irrequieto mi colse.
Scrivendo con mano vagante
Un numero sopra un sacchetto
Correvo plagiata alla macchina
Per dirti che io ti volevo
Chiamai , arrivai , ti toccai.
Piccino, dolcissimo essere
Ti presi nel palmo rapita
Fissando il tuo unico occhio
Specchio gigante di un’anima pura
Lo prendo! Ora, subito. Dissi.
Ti amavo da prima.
Di fusa inondasti il mio cuore
Di bava mi bagnasti la mano.
Che strano destino ci colse
Era tutto già scritto da sempre
Non credi?
La bacheca ne fu… galeotta.
©
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