Oh zolle, volate nell'antico
Caterina Zappia
935 poesie pubblicate
+ Segui

Oh zolle, antiche zolle!
Vi tingerei
i vecchi muschi smunti
di cere vigne al sole,
di gocce silenti di gemme
adunate in gerle di viole.
Vi darei dell’alba
la farina del suo grano,
bianca come l’alito di una rosa alpina
per impastare i sogni
e il talamo delle ginestre
sparite sulla luna.
Col sacrificio di pallide colombe
un balsamo di foglie sulle strade.
Bagnerei i vostri digiuni atroci
che scendono come acqua fra le dita.
Oh zolle, amate zolle!
E' atroce il suono
che recide i giorni,
più possente è la voce che vi mima.
Cuori distrutti,
cadono croci sopra i tetti.
Spogliati son gli steli dalle casacche
e l’eco ritorna più gelido fra la fossa.
L’acqua dal cielo
si scaglia in doppi pianti,
e piove, piove, mie tradite zolle!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi26 gennaio 2013
Il letto delle ginestre sparite sulla luna. Alt. Resta immobile che tutto il muovere abita nella poesia.

