Non dormo
Nelle soavi dune dell'inconsistenza
il vento dell'inedia si staglia solerte,
così le mie fantasie
trasportano sabbie sconosciute.
Prima che il fragore abbatta
ogni insinuante ossessione
schiavizzandola in ceneri:
attendo una fine severa,
meritata, che non posso procrastinare.
Voler uscire dalla bulimia dell'aspirazione
e stare a mani aperte in un recinto,
riposte le armi ormai ceneri,
guadagni di antichi baratti
e frutto di forze inespresse
da sotterrare.
Preparo il tuffo repentino
in cui la stalattite della conoscenza
sfonderà il velo vitreo
incandescente di rabbia
e rimarrò un impercettibile coriandolo
vivo nell'elica del mio caleidoscopio.
Dormo, e ora parlo per voi.
Piango la vostra assenza
in questa festa che non ha invitati.
La fine il solo guizzo di verità
nella paralisi del mio respiro.
©
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