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Donne 25 gennaio 2013 · lettura 1 min · 3947 letture

Non son degna di te

Chiara Vacchieri 290 poesie pubblicate
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Come un quadro astratto mi ridipingi il volto imbrattandomi l’autostima d’inettitudine e mediocrità. Le tue parole dentro mi schiaffeggiano l’anima, forti come lividi di pietra, nell'invisibile taglio che mi chiude la bocca ad impedirle di maledirmi. Sulle tracce di me la tua ostilità m’insegue, battendo pugni velenosi addosso alla mia natura che seppur sorda, sente. Stanca d’esser chiamata, l’inerzia viene in mio soccorso, e per difendere la paura mi urla in corpo che sono viva assordandomi il cuore di un terrore ancor più grande.
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La "Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'eliminazione della violenza contro le donne" del 1993 all'art. 1, descrive la violenza contro le donne come: « Qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata. »

L'autore
Chiara Vacchieri
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Commenti (9)

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Rosita Bottigliero25 gennaio 2013

Eleganza di versi rendono la lirica una piacevole lettura Bello lo stile...

Poesiaerre25 gennaio 2013

Versi molto forti di denuncia di amara realtà,violenza psicologia e fisica... e la chiusa... quasi a desiderare la non esistenza per non continuare a sopportare. Bisogna urlare invece e farsi sentire ...e farsi aiutare. Molto bella la tua lirica...

Lorella Borgiani26 gennaio 2013

Quando il dolore graffia l'anima ci si sente incapaci anche di respirare. Manca la forza di ribellarsi ed allora tutto ci condanna a non esistere, anche se tutto intorno a noi è vita che ci chiama. Versi profondamente sentiti.

massimo turbi26 gennaio 2013

intrinsiche sensazioni colmano questo brano in una struggente voglia di guardare avanti, passionali liriche nella carnalità superba, di una grande anima descrittiva della sensibilità dell'animo, ,,,,,,,

Laura Maira26 gennaio 2013

Talmente è grande il dolore di una donna che subisce, che la stanchezza e l'amarezza la portano a desiderare la morte, la fine di tutto l'incubo, l'unico modo per sfuggire a quella che sembra una maledizione, una condanna. Purtroppo questa è l'amara realtà di molte donne sfruttate, maltrattate e oppresse, che hanno rinunciato a tutto, a una vita normale. Grande lirica che fa riflettere e lascia il segno.

L
Lenzo Giovanni27 gennaio 2013

Le tue parole fanno luce e tentano di sgretolare quei macigni d'umiliazione e sofferenza che sopraffanno la donna e la inducono spesso a negarsi ed annullarsi nel silenzio per non vedersi oltraggiare e deturpare ulteriormente in quei quadri astratti che la travisano e spersonalizzano in un volto arido e senz'anima per evitare che ben altri volti possano specchiarsi nel suo candore e scoprire le proprie mostruosità.

S
SANTORINO Carmela27 gennaio 2013

Versi molto forti che denunciano una realtà bestiale. A volte la poesia fa emergere questi gravi problemi sociali e scuote le coscienze più di qualsiasi altro mezzo. Il tuo messaggio vibra limpido con tutta la forza che la tua anima ha saputo cogliere e riflettere da qualsiasi anima calpestata e umiliata. !!!

Gentiana Marika27 gennaio 2013

Versi incisivi e ben stilati per una lirica che fa riflettere e indegna noi della categoria donne, categoria che dovrebbe avere il suo riconoscimento meritato, ma ahimè ... e non aggiungo altro, ma in silenzio sono complice delle parole suonanti ed echeggianti dell'autrice.

Jibi27 gennaio 2013

Parole e gesti uccidono come e più del veleno…Il luogo su cui la violenza psichica affonda le sue marce radici, è l’ ambiente familiare, la casa degli affetti primari. Il partner, opera con una sottile, ripetuta e perversa forma di violenza psichica che, col tempo, tende ad annullare la personalità della vittima fino a farle desiderare il suo annientamento. Poesia sentita come una frustata.