Altri cieli
Maria Grazia Vai
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Ovunque emergi e ancora cresci
tra fili d’erba e pietre di mare,
oltre i rami e le ortiche del tempo
Ovunque, di silenzio in silenzio
Sporco di pioggia e tristezza,
nel centro esatto di una stanza
quando torni a farti largo
dentro gli occhi, fra le maglie dei tigli
e le mie lacrime di giunco
E accarezzi -senza toccarlo
quel silenzio al centro esatto
dello specchio sul comò di mamma
Ovunque emergi e ancora cresci
come dolore vivo
Dalle stoviglie, dalle finestre vuote
Ogni volta che si alza dalla neve
il profilo del Tuo sguardo
in altri cieli
Quello che tace uno ad uno
i vetri rotti dal calpestio dei giorni.
La mano con cui scrive -oltre il buio
il tratteggio feroce del silenzio
Unica voce
il fumo di una sigaretta.
Spenta
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (2)
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Giorgia Spurio26 gennaio 2013
sempre bella. sento gli odori, i profumi, ne ho il tatto di ogni verso, di quelle "ortiche del tempo", di quel silenzio "sporco di pioggia e tristezza", dei tigli e delle lacrime di giunco, quel ricordo che è come lo "speccho sul comò di mamma", assillante, doloroso, maledetto, e di un amore che uccide, ed è ovunque, come "il fumo di una sigaretta... spenta".
Rita Cottone26 gennaio 2013
malinconica poesia... vedo immagini... sento i profumi... odo le lacrime di un dolore profondo... ed nel fumo di sigaretta l'ombra dei ricordi di una vita... e parlano in un silenzio dovuto.


