Domani ad Auschwitz
Ausilia Giordano
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Perché sperare
in un giorno futuro,
se il cielo plumbeo
di Auschwitz
mi opprime il respiro
elargendo
funesta
aria greve?
Il “domani” non esiste
ad Auschwitz:
lo scorrere del tempo
è stato troncato.
Suoni di campane
sono negati
a questo infelice cielo
fissato per la morte.
Io non sono che
un ossimoro,
come tanti che
con me,
depredati dell’esistenza,
stentano ogni respiro.
Nude vite noi siamo.
Anzi,
qui ad Auschwitz
la nostra vita biologia
è mutata
in dibattito politico,
per uno bizzarro gioco
di selezione.
Sono ancora vivo ...
ma non vivo più,
immerso nella circostanza
di: vita- non vita,
morte- non morte,
in un’interminabile
zona- limite
che elimina in me
la forza di chiedermi
se ...
avrà mai fine
questo
tormento.
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Ausilia Giordano
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