Un punto, un fiato

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Autrice di cui ho un'ammirazione profonda... Ed eccola qui, con un problema legato alla nuova società troppo spesso "fabbrica dei mali" in cui è così importante essere avanti, un passo di più, dimostrare di più, cercare di bruciare i tempi... questa folle corsa di protagonismo, di virtuosismo accanito... Nulla segue la natura, nulla sa più attendere... Ci sono forzature, spinte... che trasformano i bimbi in armi cariche... in isole di prossime solitudini. Abituati alla sfida perenne hanno sempre qualcosa di fatuo da rincorrere... finte felicità, finti miti... così giovani e così vecchi dentro da far paura. E c'è anche un'altra realtà...di coloro che grandi ci diventano per altri motivi... e allora è più grave.
Un tema di profonda attualità, che deve far riflettere tanti genitori che vorrebbero i loro figli, ancora bambini, dei geni, da additare al mondo intero. Lasciamoli crescere in maniera spontanea, spensierata, allegra, senza caricarli di tante responsabilità. Lirica condivisa.
Genitori- bambini che, con il loro comportamento estremamente immaturo, costringono i figli a diventare grandi troppo presto, capovolgendo i ruoli naturali. Quando questo succede (troppo spesso a mio avviso) la sofferenza è immensa. Bella la lirica che rappresenta questa triste realtà con efficacia,
profonda osservazione che fa riflettere!! e quando il sorriso manca sulla bocca dei bambini, c'è proprio tanto da riflettere!!! complimenti!
a volte troppo presto si diventa grandi... l'infanzia viene così negata e tutto ciò lascia un segno indelebile nella vita futura... liricasentita in modo particolare
Un'infanzia rubata per la sola colpa di essere più dotati e intelligenti... i genitori dovrebbero in casi simili fare appello a tutto il loro amore per riservare ai loro piccoli una crescita secondo natura. Stupendi e vibranti questi versi che evidenziano un profondo disagio infantile, che continuerà nel tempo sotto forma di rimpianto per un tempo che non potrà più tornare.
Non dovrebbe mai mancare il sorriso sul volto di un bambino e la poetessa poeta sublimanente ponendo in evidenza quella esteriorità che ferisce al pari dell'interiorità repressa, il morso che inghiottisce l'onda ne è la dimostrazione lampante che la poetessa trova nel suo bagaglio poetico fatto di grandissima sensibilità oltre a una curata musicalità dei versi.







