Quel giorno
Maurizio Melandri
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So d'essere stato
cibo per l'universo
droga per il cervello
ma ho vissuto solo per un giorno
un mese, un'eternità ...
Ora
sono l'eco di quel ricordo
la brezza che si fonde
l'aria parallela
fragranza partorita da quell'amplesso
Eravamo odore
che s'innalzava corposo e vivo
scivolar di membra
fuse nel sapore di due corpi
sigillati dalla ceralacca
del loro entrare e uscire
intimo, furente
quasi violento
Godevo di non esistere
perché vivevo
nell'alito di due bocche
incapaci per ore di separarsi
di sessi
desiderosi per giorni di compenetrarsi
Un giorno giacerò sbiadito
su un qualsiasi scoglio
di questa vita
e lì morente
mi giungerà ancora
il ricordo di quel giorno
il brivido d'adrenalina
partorito da emozioni confuse
l'amore che aspira all'infinito
e la nebbia dove desidera sparire
Non so chi ero
e chi sono esattamente ora
né se sono fiero
o mi dispero
d'aver attraversato il sogno
di due amanti evanescenti
la passione di quell'incontro
e di quel giorno
in cui sono nato
e sono svanito appresso .
©
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L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
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