Sulla terra di nessuno
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Ogni verso di questa poesia è come una piuma che scivola lentamente e delicatamente sulla pelle e, anche se la tristezza abita il pensiero, è una poesia che riempie d'immensità tanto coinvolge emotivamente nella sua veste elegante e raffinata.
Versi che sento profondamente intimi. "Siamo rondini senz'ali"... desiderose di volare in quel cielo immenso, desiderose di dar voce ai propri desideri ma stanche di non poter raggiungere le proprie mete. Tutto malinconicamente continua il suo essere in un esistere statico come quel cielo. Poesia apprezzata che così ho voluto leggere.
Un accadera ahimè,assai condiviso... siamo rondini senza ali obbligate all'interno del nostro ruolo, e il cielo impassibile non accondiscende alcun cenno. Rasimaco grazie alla sua gentilezza narrante ci propone una profonda e squisita impressione, che definirei illuminata riflessione. La metafora è perfettamente rappresentativa del pensiero narrato e il verseggiare scorre fluido e leggero. Vorrei sottolineare la bellezza dell'insieme proponendo ai lettori che seguiranno una sperimentazione... leggete la poe del Rsimaco un paio di volte consecutive, poi ad alta voce tentate la recitazione. Qui scoprirete e avvalorerete il mio citare ""poesia che scorre fluida e lieve nel susseguirsi d'ammirevole metafora"".
Si perde in cielo il nostro garrire o forse Di noi resta il verso, testimone immutabile di un passaggio non vano, se chi segue fa tesoro di quel segno e non teme il divenire del tempo, che cieco muto e sordo, passa, lasciando a noi il giogo
"Siamo rodini senz'ali" e senza più nido, mi permetto di aggiungere. Garriamo al vento con corde ormai spezzato che soltanto nella Lirica trovano nuova voce, mentre ci perdiamo nella Terra di nessuno. Una bellissima ed amara poesia che conservo. Compli. menti




