Padre
E’ triste,
è triste vedere quegl’occhi occhi sempre più spenti,
sempre più lontani dalla realtà.
Il silenzio di un pomeriggio in estate
esprimeva quelle dolci melodie
che nella mia mente si contrapponeva
come a formare un coro di sottofondo
tra la mia e la tua anima.
Tutto è cambiato.
i gesti, le parole,
tutto è passato.
Le corse, le risa e le calme sere d’estate,
i sorrisi, le carezze,
tutto è volato via,
lasciando spazio solo
alla sofferenza e all’agonia di un uomo
il cui riflesso non si specchia più
nelle gocce d’acqua caduta nella notte.
In silenzio nascondi le pene della tua anima e del tuo debole corpo,
con il cuore voli in quelle distese verdi
che la vita non ti aveva ancora negato.
Tra le grida di anime ormai perse,
cerco la forza
di dirti ti voglio bene.
Ma nell’oscurità non funziona,
solo un lampo a ciel sereno
potrebbe illuminare quell’attimo così spento
e regalare a te e me
un sogno di pace e felicità.
©
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L'autore
Sabry
Credo che con un semplice verso di una poesia, si possa esprimere l'immenso che vive dentro di noi.
Commenti (1)
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EmiliaGuerra6 febbraio 2013
molto bella la metafora contrastante il silenzio in contrapposizione al coro.

