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Sociale 9 febbraio 2013 · lettura 1 min · 3300 letture

Malattia mentale

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Sull’abisso del silenzio viaggiando nel cervello fin a raggiungere la materia quell’anonimo tarlo inquieto spegne ogni desiderio. E’ un dolore lancinante che avvelena pure il sangue è entrato con pudore ha giocato a nascondino per uscire tutto ad un tratto con furore malandrino. Ora l’ombra indistinta si nasconde alla vista entra, spiazza si confonde il cervello sprizza onde a quella brutta malattia che non è che la pazzia.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (4)

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carla composto9 febbraio 2013

subdola s'insinua lentamente cn passi felpati entra nella mente... sembra quasi voler giocare sino a prendere completamente la ragione... tema forte ben trattato in questa bellissima lirica... molto sentita...

Amedeo Falco Teophilus9 febbraio 2013

Un interessante poesia, che si districa nell'esaminare quella che è la mente umana, molto fine per davvero.

Berta Biagini9 febbraio 2013

Credo che sia una battaglia impari, ovvero il vincitore sarà sempre lei – le medicine diventano acqua, anche se a volte riescono ad annacquare quel tarlo, ma come accade nelle varie stagioni sempre tornerà a rosicchiare - credo che si possa dire senza sbagliare che il rimedio a questa malattia sia sempre più lontano.

Alberto De Matteis9 febbraio 2013

Una poesia originale e di forte impatto sociale per quel tarlo inquieto che spegne ogni desiderio e obnubila la mente. Per l'argomento trattato, è piaciuta ed apprezzata.