Campane di Aprica
Dove, ogni cosa all’arrivo ti avvolge di gioia.
La "stua” degli avi, impregnata di vita sui monti
dona ricordi intessuti e dispersi nei giorni:
Appena tagliate, si porge il profumo di erbe
di mai contati colori trasportato in città.
Invitava alle gare di allora a darle i nomi
la nube mai stanca di un gioco e poi rotolare
nel pendio sul fieno seccato; risate per noi
un po’ meno per chi aveva falciato e sgridava.
Imbandire allegria era il mangiare sui prati.
Carezze, vivere i tramonti alle nove di luglio
a seguire le ombre nascondersi nella sera
e fermarsi, distesi, ascoltare campane
inondare la valle e conosciuti fremiti
avvolgerti l’anima ogni volta stupita.
Le campane di Aprica svelano il buono di ognuno.
Ti segue lontano un timbro noto solo lassù
come una pena o una gioia che non sai e ti manca.
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L'autore
giampietro corvi c
"Biografia di uno scrivente” Gli hanno detto che è nato al Gozzadini di Bologna il 4 luglio di qualche lustro fa, di sette mesi, per giunta scarsi. La prima scuola frequentata è stata l’Università del Morazzo (così chiamata con nostalgico bene, ancora dai superstiti): un ex magazzino agricolo nell’estrema periferia
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