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Vacanze 9 febbraio 2013 · lettura 1 min · 2045 letture

Campane di Aprica

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giampietro corvi c 110 poesie pubblicate
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Dove, ogni cosa all’arrivo ti avvolge di gioia. La "stua” degli avi, impregnata di vita sui monti dona ricordi intessuti e dispersi nei giorni: Appena tagliate, si porge il profumo di erbe di mai contati colori trasportato in città. Invitava alle gare di allora a darle i nomi la nube mai stanca di un gioco e poi rotolare nel pendio sul fieno seccato; risate per noi un po’ meno per chi aveva falciato e sgridava. Imbandire allegria era il mangiare sui prati. Carezze, vivere i tramonti alle nove di luglio a seguire le ombre nascondersi nella sera e fermarsi, distesi, ascoltare campane inondare la valle e conosciuti fremiti avvolgerti l’anima ogni volta stupita. Le campane di Aprica svelano il buono di ognuno. Ti segue lontano un timbro noto solo lassù come una pena o una gioia che non sai e ti manca.
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L'autore
giampietro corvi c

"Biografia di uno scrivente” Gli hanno detto che è nato al Gozzadini di Bologna il 4 luglio di qualche lustro fa, di sette mesi, per giunta scarsi. La prima scuola frequentata è stata l’Università del Morazzo (così chiamata con nostalgico bene, ancora dai superstiti): un ex magazzino agricolo nell’estrema periferia

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