Raf
Fabio bruschi
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Quanti ho visto penare,
per qualche cosa o forse, niente.
I soliti mali della nostra generazione
Educata dalla televisione.
Costruita sulle false promesse
di un ottimismo demente
che se arrivi secondo
sei nato perdente.
Tu eri troppo diverso,
in qualche modo ti dovevi ribellare.
Nelle vene nitroglicerina
correvi a perdifiato
verso la rovina.
Una disperata impotente rabbia
ti consumava velocemente
e non trovavi via d'uscita da quel tunnel
Senza luce ne speranza.
Mi dicevi
"dove sono i frutti d'oro che ci avevano promesso"?
E adesso nelle vene non c'era più
nitroglicerina ma veloce correva l'heroina.
Bastava lasciar perdere,
dimenticare le false illusioni
di una giovinezza bruciata troppo in fretta.
La vita sarebbe stata dura
niente sogni e tanta paura,
Bisognava rassegnarsi
quel tempo verde oro non
sarebbe tornato mai più.
Poi è' stato un attimo...
Quell'assurdo distacco,
la speranza è volata via
e sei rimasto lì
...SOLO...
Era troppo facile lasciarsi andare,
scappare via,
non tornare.
Ti abbiamo aspettato a lungo
Anche se già te ne eri "andato":
Tutti cambiati, tutti diversi,
soldati sopravvissuti ad una guerra
invisibile che ha lasciato sul campo
troppe vittime.
Statue di cera
in qualche bar.
Un ricordo, un brindisi
a quello che eravamo e
niente di più.
Chissà...
Forse, alla fine,
avresti potuto accettarlo...
Anche tu...
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L'autore
Fabio bruschi
Commenti (1)
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F
Francesca Coppola15 marzo 2007
c'è significato profondo nelle tue parole, ma cerca anche solo una volta di enucleare i contenuti, meno parole ma più incisive! o almeno se proprio non ci riesci dona respiro al testo mediante qualche pausa!
